RALPH UELTZHOEFFER
 
 
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Gino De Dominicis, Textportrait Ralph Ueltzhoeffer
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Gino De Dominicis, Ralph Ueltzhoeffer TEXT PORTRAIT (2010)

 
Gino De Dominicis, (2010) Biografie/Biography by Ralph Ueltzhoeffer. Text: Wikipedia: Gino De Dominicis. Text-photo-Gino De Dominicis - copyrights by Ralph Ueltzhoeffer. Gino De Dominicis (Ancona, 1947 – Roma, 29 novembre 1998) è stato un artista italiano. Gino De Dominicis è stata una delle figure più emblematiche e controverse del panorama artistico italiano del secondo dopoguerra. Artista complesso e enigmatico esplicitò la propria poetica attraverso le più diverse tecniche espressive (egli stesso si definì un pittore, uno scultore, un filosofo ed un architetto). Difficilmente inquadrabile in una precisa corrente artistica, non rientrando né nell' arte povera, né nella Transavanguardia, né in altre correnti artistiche più o meno note, il suo lavoro si caratterizza invece per una totale indipendenza sia dalle mode che dai gruppi. In vita fu circondato da un alone di mistero e di irreperibilità, soprattutto per la sua volontà di isolare il proprio lavoro dall' omologazione del mondo dell' arte, centellinando sia mostre che apparizioni pubbliche. Per sua scelta non furono mai pubblicati cataloghi o libri sulla sua produzione, né attribuì alla fotografia alcun valore documentario o pubblicitario della propria opera. De Dominicis deve buona parte della sua fama a alcune performances come a quella tenutasi alla biennale di Venezia del 1972. Indice [nascondi] 1 Biografia e Opere 2 Le Tematiche 3 Mostre Personali 4 Mostre Collettive 5 Partecipazioni televisive 6 Bibliografia Biografia e Opere [modifica] Questa immagine contiene alcune figure simboliche ricorrenti nell' opera di De Dominicis; lo scheletro umano e il lungo naso, tipico dei suoi personaggi.Nata a Ancona nel 1947, Gino De Dominicis formò la propria coscienza artistica nell' istituto d'arte della città, sotto la guida di Edgardo Mannucci. Espose per la prima volta le sue opere in una galleria della città a diciassette anni, nel 1964. Dopo un periodo di viaggi si stabilì a Roma, dove espose nel 1969 alcune opre realizzate negli anni precedenti e pubblicò la sua Lettera sull' immortalità del corpo. La ricerca artistica di De Dominicis può essere per semplicità divisa in due periodi, il primo compreso tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni settanta, erroneamente definito più concettuale, e il secondo compreso tra i primi anni ottanta e il 1998, anno della sua morte, più figurativo e pittorico. Del primo periodo di attività rimangono alcuni lavori divenuti celebri. Del 1969 sono i due filmati “Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi attorno ad un sasso che cade nell'acqua” e “Tentativo di volo”, sempre del 1969 è la scultura "Il tempo, lo sbaglio, lo spazio" dove uno scheletro umano con i pattini mantiene in equilibrio con un dito un'asta mentre tiene uno scheletro di cane al guinzaglio. Espose nello stesso anno degli oggetti invisibili come “il Cubo, il Cilindro, la Piramide”, mostrati solo dai loro perimetri tracciati sul pavimento. Sempre alla fine degli anni sessanta apparivano per la prima volta le figure mitologiche di Urvasi e Gilgamesh, destinate a essere rappresentate in molte forme e in molte occasioni durante tutta l' attività artistica di De Dominicis. Del 1970 và ricordato “Zodiaco” dove rappresentò concretamente i dodici segni zodiacali esponendo un toro, un leone vivo, una giovane vergine e due pesci morti appoggiati sul pavimento. Nella Biennale di Venezia del 1972 presenterà l' opera “Seconda soluzione d'Immortalità, (L'Universo è Immobile)” nella quale il signor Paolo Rosa, un giovane affetto dalla sindrome di Down, sedeva in un angolo di fronte ad un cubo invisibile, a una palla di gomma (caduta da due metri) nell'attimo precedente al rimbalzo e a una pietra in attesa di movimento. Nel 1973 terrà a Roma un cocktail per festeggiare il superamento del secondo principio della termodinamica, nel 1975 a Pescara una mostra il cui ingresso era riservato ai soli animali. Dalla fine degli anni settanta De Dominicis si dedicherà quasi esclusivamente a opere pittoriche e disegni, i lavori di questo secondo periodo sono quasi esclusivamente figurativi, realizzati con tecniche basilari come la tempera e la matita su tavola o su carta, più raramente su tela. In questo periodo partecipò a altre manifestazioni d'importanza internazionale, oltre che a diverse presenze alla Biennale di Venezia, nel 1982 non accettò l' invito a Documenta di Kassel, nel 1985 vinse il Premio internazionale della Biennale di Parigi. Nel 1990 in occasione di una mostra antologica al Museo d'Arte Contemporanea di Grenoble espose per la prima volta "Calamita Cosmica", un gigantesco scheletro umano lungo ventiquattro metri, largo nove e alto quasi quattro sdraiato al suolo, perfettamente corretto da un punto di vista anatomico tranne che per il lungo naso, un altro segno, quello dei lunghi nasi caratteristico e ricorrente in molte opere di De Dominicis. Le Tematiche [modifica] Risulta difficile parlare della ricerca e del pensiero di De Dominicis, che ha fatto della riservatezza dell' isolamento e del mistero sulla sua persona un tratto distintivo. Tuttavia è possibile riconoscere delle tematiche e dei caratteri ricorrenti in tutta la sua attività artistica: La questione dell'immortalità del corpo. La creazione artistica come pratica anti-entropica e capace di arrestare l'irreversibilità del tempo. Un sistema di pensiero radicato nella Storia, in particolare sui Sumeri e l'epopea di Gilgamesh. Le figure mitologiche di Urvasi la dea indiana della bellezza e, appunto, di Gilgamesh il favoloso signore della città mesopotamica di Uruk. Il tema dell'invisibilità e del raggiungimento di obiettivi impossibili. Il superamento della gravità, come ebbe a dichiarare: “Così come il disegno e la pittura, la mia "scultura" non è condizionata dalla forza di gravità.” La visione dell' artista come un prestigiatore: “ Un pittore è come un prestigiatore che con i suoi giochi deve riuscire a sorprendere se stesso. E in questo sta la complessità.” Altri temi ricorrenti riguardano il mistero della creazione, la bellezza umana, il demoniaco, le tradizioni occulte, i punti di vista multipli e le prospettive rovesciate, la nascita dell'universo, il senso ultimo ed il significato stesso della materia e dell'esistenza delle cose. Ricorse spesso a elementi archeotipici alchemici e religiosi come la croce, la piramide, le stelle, le figure geometriche, i lunghi nasi delle sue figure. Interpretando le teorie dell'amico poeta e critico Gian Ruggero Manzoni, anche per De Dominicis l'arte non è comunicazione, ma è creazione, magia e mistero, ritenendo perfino lo spettatore superfluo rispetto all'opera; come scriveva: “La gente deve vedere non sapere, deve riconoscere l'opera d'arte per quello che è e accettarne gli effetti”. Mostre Personali [modifica] 1967 Galleria De Dominicis, Ancona 1969 Galleria L'Attico, Roma 1970 Galleria L'Attico, Roma Galleria Toselli, Milano 1971 Galleria L'Attico, Roma Palazzo Taverna, Roma 1972 Palazzo Taverna, Roma Palazzo Taverna, Roma 1973 Modern Arts Agency, Napoli 1974 Galleria L'Attico, Roma 1975 Galleria Lucrezia De Domizio, Pescara 1977 Galleria Pio Monti, Roma Palazzo Taverna, Roma 1978 Galleria Pio Monti, Roma Galleria Sperone, Roma 1979 Galleria Pieroni, Roma 1980 Galleria Pio Monti, Roma Galleria Pio Monti, Roma Galleria Pio Monti, Roma 1982 Galleria Pio Monti, Roma Galleria Sperone, Roma 1983 Galleria Sprovieri, Roma 1986 Museo di Capodimonte, Roma Galleria Mazzoli, Modena 1988 Galleria Lia Rumma, Napoli 1989 The Murray and Isabella Rayburn Foundation, New York 1990 Centre National d'Art Contemporaine, Grenoble 1995 Galleria Toselli, Milano Galleria Christian Stein, Milano Galleria Christian Stein, Milano 1996 Galleria La Nuova Pesa, Roma Galleria Severi Arte, Bologna Museo di Capodimonte, Napoli 1997 Camera dei Deputati, Roma 1998 Galleria Mazzoli, Modena 2007 Villa Arson Nice 2008 Fondazione Merz Torino 2008 Ps1/Moma Contemporary art Center, New York Mostre Collettive [modifica] 1970 Biennale Internazionale della Giovane Pittura, Bologna De Dominicis, Kounellis, Mattiacci, Patella, Galleria L'Attico, Roma Kunstverein, Hannover III Biennale Internazionale della giovane pittura, Museo Civico, Bologna Arte e Critica '70, Galleria della Sala Comunale, Modena Fine dell'Alchimia. Calvesi, De Dominicis, Kounellis, Pisani, Galleria L'Attico, Roma 1971 Situation Concepts, Galerie im Taxispalais, Innsbruck Identifications, Galleria L'Attico, Roma Arte Povera. I 3 italianische Kunseler documentation und neue werke Kunstverein, Münich Films d'Artista, Festival die Due Mondi, Spoleto Persona, Festival Internazionale del Teatro, Belgrado VII Biennale de Paris, Parc Floral de Paris, Bois de Vincennes, Parigi Informazioni sulla presenza italiana, Incontri Internazionali d'Arte Palazzo Taverna, Roma Prospect 71, Projection, Kunsthalle, Düsseldorf Videogalerie Schum, Galleria L'Attico, Roma 1972 Filmperformance, Museo Municipale, Spoleto XXXVI Biennale di Venezia, Venezia Documenta V, Kassel Videoausstellung Gino De Dominis, Klaus Rinke, Videogalerie Gerry Schum, Düsseldorf Incontri internazionali d'Arte Palazzo Taverna, Roma Aspetti dell'Arte figurativa contemporanea, nuove ricerche di immagine, Palazzo delle Esposizioni, X Quadriennale Nazionale d'Arte, Roma 1973 8º Biennale de Paris, Musée d'Art Moderne de la Ville et Musée National d'Art Moderne, Parigi Italy two Art around '70, Museum of Philadelphia Civic Center, Philadelphia Contemporanea, Parcheggio di Villa Borghese, Roma Artisti Italiani, Arts Council of Northern Ireland Gallery, Belfast Anselmo, Art Language, Baumgarten, Boetti, Buren, De Dominicis, Dibbets, Gilbert e George, Huebler, Kosuth, Judd, Penone, Pisani, Zorio, Galleria Sperone, Roma 1974 Agnetti, Vautier, Boetti, Mattiacci, Piacentino, Chiari, De Dominicis, Centrosei, Bari Gino De Dominicis, Jannis Kounellis, Mario Merz, Vettor Pisani, Emilio Prini, Galleria L'Attico, Roma Ghenos Eros Thanatos, Galleria De Foscherari, Bologna 1975 “24 ore su 24”, Festa, Kounellis, Prini, Germanà, Boetti, Pisani, Mattiacci, Chia, Soskic, Ontani, Clemente, Patella, De Dominicis, Galleria L'Attico, Roma Americans in Florence. Europeans in Florence, Long Beach Museum of Art, Long Beach Gino De Dominicis, Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Marisa Merz, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Pino Pascali, Luca Patella, Vettor Pisani, Emilio Prini, Galleria L'Attico, Roma Incontri Internazionali d'Arte Palazzo Taverna, Roma 1976 Incontri Internazionali d'Arte Palazzo Taverna, Roma Disegno in Italia, Studio d'Arte Cannaviello, Milano L'Attico in viaggio, Galleria L'Attico, Roma Per Pascali, Galleria L'Attico, Roma Prospectretrospect Europe 1946-1976, Stadische Kounsthalle, Düsseldorf 1977 Incontri Internazionali d'Arte Palazzo Taverna, Roma 1980 XXXIX Biennale di Venezia, Venezia 1981 Identité italienne, l'art en Italie depuis 1959, Centre George Pompidour, Musée National d'Art Moderne, Parigi Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, Palazzo delle Esposizioni, Rome 1983 Ouverture, Castello di Rivoli, Torino 1985 Italia Oggi, sguardi sulla pittura italiana dal 1970 al 1985, Centro Nazionale d'Arte Contemporanea, Nice A new romanticism, sixteen artists from Italy, Hishorm Museum and sculpture garden Washington D.C., Washington Nouvelle Biennale De Paris, Parigi 1986 Sogno Italiano. La Collezione Franchetti, Castello Colonna, Genazzano Italiana 1950-1986, Valencia 1987 Fiera d'Arte Contemporanea Internazionale, Milano 1988 Storie dell'occhio / I Fotografi ed eventi artistici in Italia dal '60 all' '80, Palazzina dei Giardini Pubblici, Modena Sculture da camera. Collezione di Sculture per interni, Galleria Bonomo, Bari 1989 Arte Italiana del XX secolo, Royal Academy of Art, Londra Wittgenstein, le jeu de l'indicible-the play of, Palazzo delle Belle Arti, Wien Fratelli d'Italia, Galleria Il Sole, Perugia 1990 ‘65 – '75 aspetti e pratiche dell'arte europea, Castello di Rivara, Rivara XLIV Biennale di Venezia, Venezia Anni ottanta in Italia, Ex Convento di San Francesco, Sciacca Roma anni sessanta. Al di là della pittura, Palazzo delle Esposizioni, Roma 1992 Profili, Palazzo delle Esposizioni, XII Quadriennale, Roma 1993 Tutte le strade portano a Roma?, Palazzo delle Esposizioni, Roma XLV Biennale di Venezia, Venezia Tresors de Voyage, San Lazzaro degli Armeni (a cura di A. Von Funstenberg), Venezia 1994 Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Galleria Cardi, Milano 1995 XLVI Biennale di Venezia, Venezia Disegni del ‘900, Galleria Civica d'Arte Contemporanea, Termoli Corpus Delicti, Museum Van Hedendaagse Kunst, Gent 1996 Collezionismo a Torino: opere di 6 collezionisti di arte contemporanea, Museo di Rivoli, Torino Lodi all'arte 1967-1995, Galleria Toselli, Milano Arte in Italia negli anni ’70, La Salerniana ex Convento di San Carlo, Erice 1997 Tocco Ferro, Studio Casoli, Roma XLVII Biennale di Venezia, Venezia 2009 LIII Biennale di Venezia, Venezia Partecipazioni televisive [modifica] 1995 L' angelo, - Canale 5 Bibliografia [modifica] A cura di G. Guercio - Gino De Dominicis. (1947-1998). Raccolta di scritti sull'opera e l'artista, Editore: Umberto Allemandi & C. Flash Art n.144 giugno 1988 - Il caso Gino De Dominicis, articolo di Italo Tomassoni, Giancarlo Politi Editore. Gino De Dominicis: speciale Flash Art, - Giancarlo Politi Editore. Gino De Dominicis, was an Italian artist, born in 1947 in Ancona, died at the age of 51, on Nov. 29, 1998 at his home in Rome. De Dominicis was a controversial and mystifying figure in Italian art. Even the news of his death was greeted with suspicion, for years earlier he had reported his own demise in the mock conclusion to a biographical essay. His first show was at Rome's Galleria L'Attico in 1969. He was collaborating with Emilio Mazzoli in Modena, where he had his last show in 1998. De Dominicis first appearance in the Venice Biennale in 1972 included a young man with Down's syndrome as an element in an installation; in 1993 he announced that his tempera-and-gold-on-panel paintings could not be considered for Biennale prizes; in 1995 he publicly declined to appear at all. De Dominicis' work has influenced a lot of younger Italian artists, such as Maurizio Cattelan and Paola Pivi. Gino de Dominicis (* 1947 in Ancona, Italien; † 29. November 1998 in Rom) war ein umstrittener und mystifizierter Vertreter der italienischen Kunst der 1960er bis 1980er Jahre. Er trat als Maler, Bildhauer, Philosoph und Architekt auf. Seine Kunst hat Anklänge der Arte Povera, der Transavantgarde und gehört auch zur Konzeptkunst, lässt sich aber in ihrer vollständigen Unabhängigkeit tatsächlich kaum einer Bewegung oder Gruppe zuordnen. Leben und Werk [Bearbeiten] Gino de Dominicis studierte am Kunst Institut in Ancona bei Edgardo Mannucci. Seine erste Einzelausstellung hatte er in Rom der Galleria L'Attico im Jahr 1969. Er verbrachte eine Zeit auf reise, bevor er sich 1969 in Rom niederließ. Das Werk von der De Dominicis lässt sich in zwei Schaffensperioden unterteilen: die erste zwischen dem Ende der 1960er Jahre und dem Ende der 1970er Jahre, gehört im weitesten Sinne zur Konzeptkunst, und die zweite Periode zwischen den frühen 1980er Jahren und 1998, dem Jahr seines Todes, gehört der figurativen Malerei. De Dominicis hatte einen ersten Auftritt auf der Biennale von Venedig im Jahr 1972 mit einem jungen Mann mit Down-Syndrom, den er als ein Element seiner Kunst benutzte. Gino de Dominicis war Teilnehmer der Documenta 5 in Kassel, ebenfalls im Jahr 1972 in der Abteilung Individuelle Mythologien: Selbstdarstellung - Performances - Activities - Changes und Video und auch auf der Documenta 7 im Jahr 1982 als Künstler vertreten. Er war noch mehrfacher Teilnehmer der Biennale von Venedig. Gino de Dominicis lebte ein vielseitiges Leben, er galt als extravaganter Dandy und gleichzeitig als geheimniskrämischer Einsiedler. Er war in Italien so berühmt, das er eine ganze Generation italienischer Künstler beeinflusste. Er selbst weigerte sich nähere Details über sein Leben und sein Werk preiszugeben. Sein Werk, das aus zahlreichen Gemälden, Zeichnungen und Installationen besteht, setzte sich intensiv mit existentiellen Themen wie Leben, Tod und Unsterblichkeit auseinander. Sein gesamtes künstlerisches Schaffen war ein Kampf gegen das Ablaufen der Zeit. [...] Web-art-project TEXTPORTRAIT: Gino De Dominicis, Ralph Ueltzhoeffer, Bernardo Siciliano, Ron Mueck, Olav Christopher Jenssen, Mary Heilmann, Bernd - Hilla Becher, Hans Brosch, Jáchym Fleig. Ralph Ueltzhoeffer: Installation (Works).